|
Giunto ormai al termine della creazione della terra, pronto a modellare la Sardegna, il Signore si rese conto, di aver quasi esaurito la materia prima per la sua creazione. L`unica cosa che gli era rimasta, era un mucchietto di granito. Preso dall´impeto, gettó le pietre avanzate in mare, e le calpesto´, dandogli cosí involontariamente, la forma del suo sandalo. E proprio da questa forma,nacque nel mezzo del mare, la nota Ichnusa, oggi Sardegna . guardando la sua creazione, il Signore, vide che era soo un accumulo di sassi, inutile a tutto e nemmeno tanto bella da vedersi. Allora inizió a prendere un po´di quello che aveva giá creato sugli altri continenti. Da qui una foresta, da li´ l´acqua dolce per fiumi e laghi. E poi pianure e pascoli, piante da frutto e grano, animali da cortile e pesci. Non per ultimo fiori stupendi e ortaggi di tutte le sorti .Poi, con un ultimo tocco, modelló le coste e le trasformó in baie tranquille dai colori incantati, le cui coste erano contornate da palmeti e spiagge bianche e fini.
Cosí , soddisfatto della sua opera, decise che avendo completato il Creato, era giunta l´ora di riposare.
Da questa favola si evince che la Sardegna fú l´ultima opera di Dio, prima della Domenica. Un opera nata dal nulla. Qualche sasso avanzato, trasformato nell´arco dei secoli dal vento e dall´erosione delle acque. Quel vento che soffia sull ´Isola in continuazione, da tutti i lati, che ha trasformato una parte di questi sassi,dandogli la forma di figure : a volte diaboliche a volte angeliche.
Chi avesse voglia di vederne alcune puó avvicinarsi a queste, e forse, dopo averle ammirate, aggirandosi per l´Isola, scoprire le molte altre che si trovano sparse lungo tutta la Sardegna
L´Orso di Palau
La testuggine di Arzachena
L´Elefante di tresnuraghes
Il Frate e la Suora nella baia di Sant Antioco
|